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Interessante saggio di Giovanni Ravani sui percorsi verso la spiritualità, tra teologia e fisica teorica

"La Terza Persona - Viaggio nella spiritualità"

di Giovanni Ravani - Armando Editore, 2011

di Pippo Palazzolo

 

 

Originale saggio sugli eterni interrogativi dell’uomo, “La Terza Persona” di Giovanni Ravani è un testo che sorprenderà il lettore abituato ai testi che trattano i temi della spiritualità. Infatti, in uno stile quasi colloquiale, che coinvolge in un dialogo pacato e rigoroso, l’Autore ci fa partecipi del suo viaggio intorno alla spiritualità, condividendo le sue esperienze e riflessioni, offrendo suggerimenti ed ipotesi.

E’ singolare, nell’opera, l’utilizzazione di tre diverse angolazioni per affrontare l’argomento: la prospettiva filosofico-teologica, quella scientifica e quella narrativa autobiografica.

Dice l’Autore, nelle “Note personali e chiave di lettura”: <Il libro che presento sconfina nella narrazione e umilmente osa abbracciare la poesia. (...) Coi mezzi della filosofia, della psicologia, della fisica teorica e della teologia, darò modo di realizzare le risposte ai quesiti esistenziali e prospetterò quella che secondo logica appare decisamente essere la verità ultima, quella sulla creazione e sull’esistenza delle cose. Vi sono più maniere e discipline per intuire quale sia la vera verità, queste ultime sono note da molti secoli, oppure appartengono alle più recenti scoperte. Sicuramente ognuna di esse, se individualmente elaborata in modo corretto, può dare esiti notevoli e grande soddisfazione e, personalmente, la strada che ho seguito è solo una fra le tante.> (pag.11).

Il testo è articolato in quattro “dissertazioni”: sulla evanescenza dell’essere, sull’infinito, sulle acque e sulla caduta degli Angeli. Fra una dissertazione e l’altra, l’Autore ha inserito ventidue sue poesie, che testimoniano del suo animo sensibile e del suo rifiuto di accettare una società, come quella odierna, in cui gli interessi materiali e l’ipocrita apparenza sembrano sostituire gli antichi valori.

La prima dissertazione tratta dell’origine della sofferenza umana, proponendone una spiegazione nella “superbia”, come il principale dei vizi umani, quello da cui tutti gli altri discendono. In ciò l’Autore, pur rimanendo sostanzialmente vicino alla teologia cristiana, presenta un’ipotesi che si avvicina alle antiche concezioni buddiste dell’origine del dolore. La percezione, la coscienza e la paura della propria caducità, porta l’uomo a negarla e a cercare di farsi egli stesso Creatore, destinato in tale tentativo, inevitabilmente, al fallimento e al dolore. Unico rimedio, suggerito con discrezione, è intraprendere un percorso di conoscenza e, soprattutto, di “coscienza” dell’intima connessione di ogni singola parte con il Tutto (come direbbe Niels Bohr), per raggiungere infine l’”Illuminazione”.

La seconda dissertazione ha un taglio scientifico, di fisica teorica, così come si conviene agli argomenti trattati: l’infinito, lo spazio, il tempo, la materia, il nulla, il tutto. Così, passo dopo passo, il lettore viene guidato nella complessità delle recenti acquisizioni della fisica teorica, che consentono di trattare con rigore scientifico concetti che in passato erano dominio esclusivo delle religioni e della filosofia. Si tratta di una necessaria definizione dei termini che comunemente si utilizzano per riflettere sulla vita, ma che quando rimangono nell’ambiguità semantica, finiscono per rimanere vuote parole che producono inutili elucubrazioni.

Una nostalgica rievocazione del suo intimo e fecondo rapporto con il “fiume” (reale e metaforico), è al centro della terza dissertazione (“sulle acque”). E’ una parte del libro narrativa e autobiografica, che consente al lettore di allentare la tensione necessaria per seguire le riflessioni precedenti, consentendogli di cogliere meglio lo sviluppo interiore della spiritualità che gradualmente si farà strada nella mente dell’Autore. La dettagliata e quasi lirica rappresentazione dell’ambiente fluviale, si risolve in un duplice invito: alla spiritualità e all’impegno ecologista.

L’ultima dissertazione, sulla caduta degli Angeli, rivisita l’interpretazione teologica della patristica, sostanzialmente accettandola come “logica” e conforme alle teorie esposte nella prima dissertazione.

In conclusione, si tratta di un saggio dalle diverse sfaccettature, che stimola il lettore a non temere di affrontare i grandi interrogativi esistenziali, proponendo interpretazioni che coniugano le tradizionali verità metafisiche proposte dal cristianesimo, con le più recenti ipotesi di fisica teorica.

 Pippo Palazzolo  

Aprile 2012  

 

Dalla quarta di copertina del libro:  

"Giovanni Ravani è un filosofo e fisico italiano, impegnato da anni in fisica e astrofisica; contribuisce con pubblicazioni e rassegne specifiche del settore. Dopo l'incontro con personalità del misticismo, si è fortemente impegnato nella ricerca di una teoria unificatrice tra escatologia e scienza in senso lato."

Per contattare l'Autore: giovanniravani@hushmail.com

 

Il fiume Lambro

 

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Ultimo aggiornamento: 18 aprile 2012